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Fair Working: responsabilità

L'Ordine interviene nuovamente sui temi della collaborazione tra professionisti negli studi di architettura

Negli ultimi mesi è presente sulla stampa e sui social media il tema della collaborazione tra professionisti negli studi di architettura e già il nostro Ordine è intervenuto per chiarire alcuni passaggi e temi centrali. Come abbiamo avuto modo di ricordare, la questione è ampia e delicata e coinvolge l’intero settore, a partire dalla progressiva diminuzione dei compensi professionali sia nel pubblico che nel privato, dall'incertezza e dalle scarse tutele nei pagamenti, dal progressivo aumento della complessità del contesto normativo e procedurale, passando per la scarsa efficienza dell’intera filiera e per la spesso fragile strutturazione organizzativa e finanziaria degli studi, dai più piccoli ai più grandi. 

Nel rapporto tra professionisti iscritti agli albi, questo tema assume però connotati specifici che ci sembra giusto richiamare: la collaborazione, anche continuativa nel tempo ma comunque non subordinata, è infatti prevista dalle normative con uno sguardo proprio alle professioni regolate. Questa è però una forma molto diversa dal rapporto di subordinazione e porta con sé diritti e doveri differenti nella relazione tra le parti. Autonomia e orientamento al risultato sono forse le caratteristiche fondamentali di questo modo di collaborare e andrebbero sempre tenute in conto. Così come, soprattutto, il fatto che ogni professionista ha l’obbligo anche deontologico di compensare la collaborazione in proporzione all’apporto ricevuto e di mantenere rapporti leali. 

In questo senso OAMi sostiene e promuove un corretto rapporto tra professionisti: con questo obbiettivo sono disponibili sportelli di consulenza gratuiti dedicati agli iscritti, anche in materia di incarichi e contratti, e sono condivise e aggiornate, tramite la piattaforma dimmi.ordinearchitetti.mi.it, indicazioni elaborate a livello locale e nazionale in materia.  

OAMi ritiene al tempo stesso doveroso prendere atto, senza alcuna reticenza, delle notizie riguardanti una diffusa presenza di comportamenti che non trovano giustificazione né nella non facile situazione contingente né nelle debolezze strutturali del nostro sistema. La correttezza dei rapporti tra titolari e collaboratori, anche e soprattutto quando iscritti agli albi, rimane uno dei fondamenti di una professione sana, capace di crescere e di consolidarsi nel tempo e marginalizzare i comportamenti scorretti è interesse dell’intera categoria. In questo senso, i colleghi interessati da notizie attendibili di possibili abusi e mancanze sono stati e saranno segnalati al Consiglio di disciplina su iniziativa del Consiglio dell’Ordine (come prevedono le Linee guida ai procedimenti disciplinari del CNAPPC), affinché la loro posizione rispetto ai doveri deontologici sia chiarita, nel maggiore interesse loro, di tutte le persone coinvolte e della professione in generale, trattando la materia nelle sedi opportune. 

OAMi conferma infine l’impegno a proseguire, con forza, l’attività di promozione di rapporti leali e corretti, invitando anche il nostro Consiglio Nazionale e la politica a prendere in considerazione azioni necessarie e non più rinviabili di aggiornamento normativo, auspicando un maggiore dialogo con il Governo, il Parlamento e le istituzioni preposte per poter intervenire sulle cause dell’attuale situazione e di garantire equità e correttezza nei rapporti tra professionisti. 

Paolo Mazzoleni, Presidente dell’Ordine Architetti PPC Provincia di Milano

 

Qui le precedenti note sull’argomento

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