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Nuove pratiche del costruire e dell’abitare

Dal 27.04.2016 al 05.05.2016

Giovedi 5 maggio 2016, alle 21.15 in via Solferino 17 serata dedicata alla trasformazione dello spazio privato e appropriazione dello spazio pubblico, attraverso pratiche sociali e nuovi sistemi costruttivi. Con Paolo Mazzoleni ne discutono Matteo Robiglio e Paolo Riolzi

Ordine degli architetti PPC provincia di Milano
via Solferino, 17 - Milano
Giovedi 5 maggio 2016, alle 21.15

Trasformazione dello spazio privato e appropriazione dello spazio pubblico
La filiera dell’abitare passa anche attraverso nuove pratiche del costruire oltre che del vivere quotidiano, ai diversi gradi di appropriazione dello spazio, tra pubblico e privato. Per architetti e costruttori questo periodo di transizione è occasione per sperimentare e modificare il mercato e il progetto dell'abitare: da casazera a Homers, passando per casa bassa, sono alcuni casi studio che in questo incontro si vogliono approfondire.

Matteo Robiglio, professore ordinario del Politecnico di Torino, già Avventura Urbana, professionalmente si è occupato di nuove pratiche dell’abitare, tra modi sociali, normativa e industria delle costruzioni

Paolo Riolzi, Politecnico di Milano, fotografo e videomaker, Lavora con i cittadini nello spazio pubblico per renderli attivi nella costruzione del paesaggio che abitano
ne discutono con:
Paolo Mazzoleni, Consigliere dell'Ordine, tra i fondatori del Master in housing sociale e collaborativo del Politecnico di Milano

Modi dell’abitare contemporaneo che propongono nuova economia, si in termini di pratiche sociali, come appunto quelle ad esempio attuate dalla comunità homers , che di sistemi costruttivi, o di diversa industria, come per esempio il modulo Casazera , di cui Matteo Robiglio si è occupato tra le altre cose in questi ultimi anni.

Allo stesso modo qualcosa sta succedendo nell’uso dello spazio pubblico, dove dispositivi di attivazione, come i progetti vetrinetta e casa bassa di Paolo Riolzi, innescano processi costruiti dai cittadini con lo spazio che li circonda e in cui sono fabbricatori, in cui dunque fanno e non subiscono il paesaggio.

Il confronto tra queste diverse esperienze è occasione per fornire strumenti di indagine su nuovi modi dell’abitare, oltre che di ragionare su opportunità al futuro per la nostra professione.


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