Dal 12.02.2026 al 30.06.2026
Nasce "Fuori dall’Ordinario. Una finestra sul mondo": un nuovo ciclo di incontri promosso da Ordine e Fondazione, per andare oltre i confini tradizionali in cui l’Ordine degli Architetti si muove ed essere parte attiva del dibattito pubblico sul futuro della società.
Come architetti siamo abituati a progettare luoghi, spazi esterni o interni, case o edifici. Oggi sentiamo sempre più forte una responsabilità più ampia: essere parte attiva del dibattito pubblico sul futuro della società in cui viviamo.
Da questa visione nasce Fuori dall’Ordinario. Una finestra sul mondo: un nuovo ciclo di incontri promosso da Ordine e Fondazione che ci invita ad andare oltre i confini tradizionali in cui l’Ordine degli Architetti è abituato a muoversi. "Fuori dall’Ordinario" significa confrontarsi con ciò che è esterno alla nostra pratica quotidiana,
ma che con la nostra professione è profondamente connesso: le istituzioni, le regole democratiche, le scelte che incidono sulla vita collettiva e sulle città.
Il primo appuntamento di questo ciclo è dedicato a un tema di grande rilievo civico: il referendum costituzionale che si svolgerà il 22 e 23 marzo 2026,
indetto a seguito dell’approvazione della legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare.
Il 24 febbraio 2026, dalle 17 alle 19, nella sede dell’Ordine degli Architetti di Milano – e anche in webinar e diretta Facebook – ospiteremo un dibattito pubblico per comprendere il contenuto della riforma e il significato del quesito referendario. Ascolteremo posizioni diverse, rappresentate da autorevoli protagonisti del dibattito,
in un confronto aperto, pluralista e informato, moderato da una voce del mondo accademico. È un incontro pensato per gli iscritti all’Ordine, ma aperto a tutte le cittadine e a tutti i cittadini interessati, perché crediamo che il ruolo dell’architetto sia anche questo: costruire spazi di dialogo, conoscenza e partecipazione democratica.
Fuori dall’Ordinario è un invito a guardare oltre, a partecipare, a essere protagonisti consapevoli del presente.
Vi aspettiamo.