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FAIR WORK. L’ESPERIENZA DI MILANO PER UN LAVORO EQUO E INCLUSIVO

Presentati a Parma gli esiti del lavoro svolto dall'Ordine degli Architetti di Milano sul Fair Work durante un evento formativo deontologico dedicato al tema del lavoro equo e inclusivo organizzato dell'Ordine Architetti PPC Parma.

Prosegue la riflessione degli Ordini professionali sull’etica del lavoro, con il contributo dell'Ordine degli Architetti di Milano che, in occasione dell’evento formativo “Fair Work. L’esperienza di Milano per un lavoro equo e inclusivo” svoltosi martedì 19 marzo a Parma, ha illustrato il processo di analisi dello stato di salute della professione dell’architetto allo scopo di conoscere la situazione sul territorio milanese e di ispirare un possibile modello di riflessione anche per altre realtà.

 



“Uno dei nostri obiettivi è quello di condividere il lavoro sul Fair Work con altri Ordini per introdurre e condividere questi ragionamenti nei vari territori e capire se ci sono le stesse esigenze e criticità che sono emerse a Milano. Sono argomenti che esistono da sempre, ma il nostro interesse è capire quale sia la reale situazione oggi, in un contesto che nel tempo è molto cambiato, per fornire degli strumenti utili e creare una posizione condivisa nell’adozione di pratiche corrette nell’esercizio della professione”.

Così afferma il Presidente dell’Ordine Architetti di Milano, l’arch. Federico Aldini che nel corso dell’evento ha ripercorso le tappe che hanno portato alla creazione del gruppo di lavoro “Fair Work”. Tra le diverse iniziative intraprese ha ricordato l’attivazione di consulenze gratuite sui temi della professione e della deontologia tramite Sportelli e quesiti sul portale dedicato DIMMI, l’organizzazione di tavole rotonde serate e incontri con interlocutori diversi, come titolari di studi e consulenti professionali, la redazione, con esperti giuristi, del documento “Vademecum” e la diffusione di un Questionario specifico sulle condizioni professionali.




L’avv. Matteo Gozzi, esperto legale e consulente dell’Ordine Architetti di Milano, ha introdotto il Vademecum sotto l’aspetto deontologico per poi fare un excursus sui profili giurisprudenziali e normativi legati alla tutela dei professionisti nei confronti dei committenti, e conclude:

“siamo in un momento storico - in cui si inserisce il prezioso intervento dell’ordine di Milano con il Vademecum - che registra una sempre maggior attenzione a inquadrare il lavoro professionale secondo criteri che ne valorizzino la dignità e il decoro, tanto nel rapporto con il cliente quanto nel rapporto degli studi professionali con i propri collaboratori; è un percorso in cui non siamo soli, perché a livello europeo, normativo e giurisprudenziale sta aumentando la sensibilità verso questi temi”.



La Tesoriera dell’Ordine Architetti di Milano, arch. Francesca Scotti, ha illustrato nel dettaglio il “Vademecum”, testo guida per i professionisti e i titolari di studi sul rapporto di collaborazione equo e inclusivo.

Giunto alla sua seconda edizione, pubblicata a novembre 2023, il Vademecum comprende nuove sezioni intitolate “L’Ordine consiglia” con note sulle tematiche più rilevanti che possono rappresentare eventuale fattore reputazionale positivo per gli studi che promuovono condizioni e contesti di lavoro e collaborazione equi.

Ha illustrato infine gli esiti di un primo Questionario somministrato agli iscritti per raccogliere dati ed elementi aggiornati su condizioni professionali e prospettive future di professionisti e titolari di studio, con lo scopo di orientare le future azioni dell’Ordine in maniera circostanziata.

“Dalle tavole rotonde, dal confronto, dall’analisi dei dati è emerso che, quelle che inizialmente sembravano due parti contrapposte - anche per come venivano presentate nel dibattito pubblico - sono in realtà posizioni che necessitano entrambe di chiarezza. Il nostro lavoro è stato quello di dare indicazioni su quale sia la strada deontologicamente più corretta che tutte le parti dovrebbero tendere a seguire. Se la professione è coesa nell’adozione di pratiche corrette si riuscirà a trovare il modo di strutturare il lavoro professionale e valorizzare la categoria”.

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