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Edificio per abitazioni, uffici e negozi

Anno: 1953 - 1956

Località: Milano, Centrale

Indirizzo: Piazza della Repubblica 11

Destinazione d'uso: Edifici residenziali

Progettista: Gustavo e Vito Latis

Questo edificio per abitazioni e uffici sorge all’angolo tra piazza della Repubblica e viale Montesanto: svettante e dinamico nel ritmo sostenuto della composizione di facciata, possiede un linguaggio moderno che mai indulge ad alcuna forma di tradizione. Metropolitano e articolato, l’intervento, nel rispetto di una prescrizione podestarile del 1934, si divide in due blocchi di diversa altezza, di undici piani quello che affaccia verso la piazza, e di otto il corpo minore sul viale. Con comportamenti linguistici differenti e ingressi indipendenti, i due elementi sono però accomunati dalla ripresa degli stessi materiali e di pannellature intessute in reticoli metallici. L’uno più ‘drammatico’ – reinterpretazione di suggestioni astrattiste, pronto ad affidarsi all’alternanza del chiaro e scuro del sistema dei bow-window e alla diversificazione cromatica dei materiali – l’altro più ‘sereno’ nella ripresa dell'intelaiatura ma senza intermittenze, tutto in un disegno assolutamente unitario.

 

Un giardino condominiale introduce al corpo alto sulla piazza. Qui il basamento in clinker scuro, interrotto dal ritmo dei pilastri strutturali in cemento armato protetti da graniglia martellinata, presenta il bel mosaico astratto di Roberto Sambonet, “Milano di notte”. Un segno ‘colto’ che va ad affiancare uno dei due ingressi all’edificio, dove una pensilina pannellata in mogano, sospesa con cavetti d’acciaio, attraversa l’impennata d’accesso e si prolunga all’interno, accompagnando la scala tra pareti
in marmo rosa e mogano. I primi tre piani del corpo più alto, destinati ad uffici, sono caratterizzati da una finestratura a nastro con serramenti in legno e rivestimento
in piastrelle rettangolari in grès bruno fiammato. Qui i pilastri strutturali sono ancora percepibili, poi ‘annegano’ ai piani superiori, destinati alla residenza, per dare spazio al ritmo sapiente e sincopato del reticolo strutturale metallico delle verande, per riemergere solo all’ultimo livello.

 

Infine l’attico, molto contenuto e completamente vetrato, si perde nella grande terrazza aperta sulla piazza. Su via Montesanto il corpo più basso, pur riprendendo il tema del doppio fronte dato dalla pannellatura intelaiata, evita le variazioni delle bucature e dei bowwindow e ospita un alloggio per ciascuno dei suoi sette piani. Al piano terreno si aprono invece una fascia di negozi, l’androne carrabile ed un accesso autonomo.

 

Maria Vittoria Capitanucci