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Hotel Design - tendenze a Milano: tre recenti progetti con tre differenti filosofie

Dal 12.04.2010 al 15.04.2010

Mercoledì 14 Aprile alle 21,15 all'Ordine confronto tra Antonio Citterio/Bulgari Hotel, Italo Rota/Exedra Hotel, Jo Ann Tan /Maison Moschino

La prima serata all’interno degli eventi che l’Ordine degli Architetti di Milano organizza durante il Salone del Mobile è dedicata al design dei luoghi d'incontro e d'accoglienza per i viandanti del 21° secolo. Mercoledì 14 Aprile alle 21,15 all'Ordine confronto su tre recenti realizzazioni molto diverse tre loro, ancorché tutte e tre a Milano, dalla voce dei loro progettisti.

BULGARI – ANTONIO CITTERIO

Per il suo progetto dell'hotel Bulgari situato nel centro di Milano, Antonio Citterio ha scelto di abbinare design moderno, stile classico intramontabile e lusso estremo. Questo risultato è stato raggiunto con successo utilizzando legnami pregiati, marmo e granito e scegliendo un design geometrico chiaro: superfici riflettenti, angoli e bordi luminosi, materiali di alta qualità e perfetta armonia delle forme.

Una suite e 58 stanze disegnate per pochi e selezionatissimi ospiti, ma anche un ristorante, un bar e un centro benessere con piscina per tutti i milanesi che vorranno godersi una pausa di relax in un giardino il cui impianto risale al 1300. Due anni di lavoro, 300 tonnellate di marmo, 150 mila piastrelle di mosaico, 4 mila metri quadrati di tessuti: ecco i numeri dei questo straordinario hotel.

Il palazzo è composto da tre sezioni. la più antica delle tre risale al 1700. Progettato da Antonio Citterio e Partners, in linea con lo stile contemporaneo di Bulgari, l’Hotel milanese si caratterizza per materiali rari e preziosi che creano nuove e inaspettate combinazioni: marmo nero dello Zimbawe negli spazi pubblici, pietra di Vicenza, teak, rovere e quercia. Tutti gli spazi dispongono di mobili italiani diseganti da Citterio. I servizi unici offerti dal Bulgari Hotel di Milano trasformano anche un viaggio di lavoro in un' esperienza di comfort assoluto. In linea con i rituali del benessere quotidiano, la spa dell’Hotel offre un sunto di eleganza e stile. La luce solare filtra attraverso il vetro delle finestre illuminando i mosaici dorati della piscina. Il bagno turco con i suoi vetri verdi è come un misterioso smeraldo incastonato in un gioiello di incomparabile bellezza.

EXEDRA _ ITALO ROTA

Il Boscolo Hotel Exedra di Milano, il cui progetto è stato curato da Italo Rota è stato definito dallo stesso direttore generale un “urban hotel”, un luogo dove è stata data maggiore importanza agli spazi comuni piuttosto che a quelli privati, come le camere.

Due grandi vetrate sulla via pubblica mostrano, come grandi acquari, un nuovo mondo, nel quale il bianco scintillante delle pareti fa da sfondo al passaggio continuo degli ospiti. 
E’ la novità nel concetto di ospitalità che vede il desk di ricevimento in posizione defilata, favorendo dunque un’accoglienza più intima, attraverso il contatto umano con il personale, che riceve il cliente in maniera informale. I primi tre piani dell’hotel si fondono nella hall, scendendo verso la champagnerie e poi verso il bar attraverso due scale-sculture in acciaio specchiante, oppure salendo con lo sguardo le spirali intrecciate dei tubolari in acciaio.
Grandi tagli nel soffitto svelano il disegno molecolare delle luci, che accompagnano le persone fino alla reception e alla museum-hall. Qui le pareti, rivestite con una boiserie nera, ospitano opere d’arte, che si rinnovano con i ritmi artistici della città, proponendo lavori di artisti esposti nei musei cittadini.
Il ristorante è uno spazio “total black”, dove la curva dell’edificio permette di svelare lentamente il passaggio dal nero assoluto al bianco striato del marmo del ristorante di pesce. Il dialogo tra i materiali si fa serrato, in un continuo alternarsi fra la pelle nera e il legno rigato, con le pareti che si trasformano in sedute quando incontrano i bovindi. E’ un ritorno alla Milano degli anni Cinquanta, alle relazioni intessute fra l’architetto e l’artigiano, in un dialogo costante tra progetto e materiali, per costruire un cosmo completo e complesso, sofisticato e ricco.

MOSCHINO – ROSSELLA JARDINI - JO ANN TANN

Apre a Milano, in viale Monte Grappa 12, Maison Moschino. Un hotel che si chiama Maison, disegnato e firmato da Moschino. «Entrando ho la sensazione di trovarmi in una casa. Avverto un’atmosfera calda e accogliente che ha la capacità protettiva dei luoghi amici. È un albergo diverso da tutti e che ha anche il coraggio di rendere visibile la qualità del lavoro con cui è stato costruito. È un posto speciale. E infatti si chiama Maison Moschino».

Così Rossella Jardini, direttore creativo della casa di moda, presenta in società l’ultima creatura firmata Moschino: la Maison, appunto. Un albergo, una casa, un luogo di atmosfere incantate e favolistiche, che apre a Milano le porte delle sue 65 camere, del suo ristorante "Clandestino" dello chef Moreno Cedroni, del suo bar, della sua SPA Culti, della sua boutique.

Nella palazzina neoclassica Maison Moschino nasce con un progetto di design diretto da Rossella Jardini in collaborazione con Jo Ann Tan. Ed è proprio il design, che trasporta negli ambienti dell’hotel gli accenti creativi della moda, a caratterizzare Maison Moschino e ne fa la realizzazione di una nuova filosofia dell’accoglienza alberghiera. Ambienti fantastici e visioni surrealistiche ottenute attraverso la trasformazione e l’adattamento dei codici del linguaggio tipico della moda hanno disegnato delle camere in cui le favole, che raccontano visioni di un mondo osservato attraverso l’ottimismo della fantasia, assumono la dimensione della tridimensionalità e del vissuto. “La Stanza di Alice”, “La Stanza Petali”, “Cappuccetto Rosso”, “Foresta”, “Oro” danno il nome ad altrettante camere – sono 16 in totale le tipologie di design – che trasformano la necessità del sonno in un’esperienza onirica, in un continuo rimando tra il sogno di una favola e l’ottimismo che richiede la realtà.


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