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Il restauro dei beni culturali offesi dai danni del fuoco - resoconto del convegno

Dal 06.10.2008 al 06.11.2008

La serata conclusiva del mini-ciclo affronta, attraverso il racconto di alcuni protagonisti del restauro, i casi di tre famosi edifici storici danneggiati da altrettanti incendi dolosi

Ha coordinato arch. Carlo Capponi, Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici
Sono intervenuti: arch. Mirella Macera, arch. Salvatore Esposito,arch. Elisabetta Fabbri Contributi tecnici: prof. Andrea Rattazzi, Ing. Massimo Banfi

La serata conclusiva del mini-ciclo affronta, attraverso il racconto di alcuni protagonisti del restauro, i casi di tre famosi edifici storici danneggiati da altrettanti incendi dolosi, nel 1991, 1996 e 1997: il teatro Petruzzelli di Bari, la cappella della S. Sindone a Torino e il teatro della Fenice di Venezia.
Lo stesso dubbio di partenza ha accomunato i tre interventi: lasciare ciò che l’incendio ci ha restituito oppure ricostruire all’identico ciò che l’incendio ha distrutto?
Le risposte al quesito hanno portato a tre interventi molto diversi tra loro per scelte progettuali.
Per la cappella della S. Sindone si è optato per un intervento molto sofisticato mirato a riportarla all’antica funzione e all’antico splendore con la sua stessa capacità di trasmettere emozioni. Il fuoco dell’incendio aveva provocato l’esplosione dei conci di pietra che non solo rivestivano un ruolo formale all’interno della cappella ma ne portavano anche l’importante ruolo strutturale. Tra mille rallentamenti dovuti al fatto di dover precedere applicando le leggi sugli appalti pubblici, si è proceduto prima ad un’attenta catalogazione dei frammenti lapidei per poi creare un AGR (un sistema informatico di progetto) dove sono stati inseriti tutti i dati forniti dai vari professionisti. Questo AGR ha guidato le scelte progettuali per la ricostruzione della cupola della cappella: quali conci si potevano riutilizzare e quali dovevano essere consolidati in laboratorio mediante riempimento delle parti mancanti con una malta speciale. Per i conci non più utilizzabili sono state riaperte le cave di origine dopo averne affittato i terreni dai proprietari.
Infine sono stati applicati dei sensori stati e dinamici di monitorare continuamente il comportamento della cupola ricreata e prevederne la manutenzione.

Per il Teatro della Fenice di Venezia, dove l’acqua salata dei canali utilizzata per lo spegnimento dell’incendio ha provocato più danni di quelli che ha provocato il fuoco, si è optato per la ricostruzione maniacale dei dettagli basata sulle fotografie del teatro. Tutto è stato ricostruito anche con prove fuori opera senza possibilità d’errore. Per quella che lo scrittore Baricco ha definito “la follia della ricostruzione della Fenice” sono stati spesi 11.000.000 di euro per 5.000 mc. di intervento e, per la cronaca, sono stati impiegati 300.000 libretti di foglie d’oro per le decorazioni.

Infine l’intervento del restauro del teatro Petruzzelli di Bari per il quale si è provveduto alla ricostruzione, ma senza l’attenzione maniacale dei dettagli com’è avvenuto a Venezia. L’incendio del 1991 ha provocato il collasso della copertura, mentre tutte le parti in laterizio hanno resistito e di conseguenza anche tante decorazioni si sono salvate. Il costo complessivo dei tre lotti del restauro si aggira sui 3.000.000 di euro per 11.000 mc. di intervento. Interessante apertura del Petruzzelli al futuro: i decori della cupola non sono stati rifatti ma vengono proiettati sulla stessa attraverso una riproduzione digitale dinamica che dura circa 4 minuti prima degli spettacoli teatrali.

Chiudono la serata i contributi tecnici sul comportamento della calce attaccata dal fuoco e dall’acqua di spegnimento e sui nuovi materiali elettrici per la prevenzione degli incendi, l’impedimento della loro propagazione e la maggior resistenza qualora venissero intaccati dal fuoco.
Laura Truzzi

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