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Esporre il Compasso d’Oro

Ico Migliore, Mara Servetto e Italo Lupi sono i vincitori del concorso “Esporre il Compasso d’Oro, indetto da ADI per la nuova sede della Collezione storica del premio

Un nuovo archivio attivo del design aperto al pubblico

Ico Migliore, Mara Servetto e Italo Lupi
sono i vincitori del concorso “Esporre il Compasso d’Oro”

indetto da ADI per la nuova sede della Collezione storica del premio


Si sono conclusi l’8 maggio i lavori della giuria del concorso “Esporre il Compasso d’Oro” per il progetto dell’esposizione permanente della Collezione storica del premio, che conserverà gli oggetti che hanno ottenuto il Compasso d’Oro dal 1954 a oggi.

La collezione sarà aperta al pubblico negli spazi destinati a ospitare la nuova sede dell'ADI, nell'area milanese tra via Bramante e via Ceresio attualmente in corso di ristrutturazione. L'edificio diventerà dal 2015 la casa milanese del design, aperta a tutti i professionisti dei mondo del progetto, ma anche agli appassionati e ai curiosi della cultura del design di tutto il mondo.

Il progetto vincitore fa dello spazio, occupato in origine da impianti per la trasformazione e la distribuzione dell'energia elettrica, un archivio aperto e facilmente consultabile, in cui troveranno posto gli oltre trecento oggetti della collezione, con i relativi servizi al pubblico e gli spazi per la conservazione.

Un database collegato con il sistema espositivo permetterà ai visitatori, dalle postazioni integrate nei tavoli centrali della sala, di selezionare e illuminare singoli oggetti o gruppi omogenei per epoca, tipologia e importanza storica, presentando la documentazione relativa sui display degli stessi tavoli.

La Giuria, composta da Cino Zucchi (presidente), Luisa Bocchietto, Giovanni Cutolo, Michele De Lucchi, Arturo Dell'Acqua Bellavitis, Mario Mastropietro, Enrico Morteo, ha premiato all'unanimità il progetto ARCADI di Migliore, Servetto <architettimiglioreservetto.it> e Lupi <italolupistudio.com> perché "risponde al tema con un'idea sintetica di grande forza. Un chiaro concetto espositivo di 'archivio attivo' valorizza l'intera collezione, nella sua presenza fisica e nella possibilità di scegliere diversi approfondimenti tematici agli oggetti stessi e alla loro storia progettuale. Il progetto sfrutta al massimo le potenzialità dello spazio esistente, rispettandone l'impianto architettonico riletto in funzione del programma dato, anche in rapporto alla distinzione tra collezione permanente ed eventi allestitivi temporanei" (dal Verbale della giuria).

Secondo classificato il gruppo di progetto dello studio ZUP <zup.it> di Perugia (capogruppo Lucia Roscini) che, dice la motivazione della giuria, "interpreta lo spazio espositivo facendo dialogare gli oggetti con lo spettatore mediante tavoli-pedana riconfigurabili in diverse forme e una particolare attenzione alla comunicazione del museo verso la strada interna del complesso".

Infine il progetto terzo classificato, dello studio BAM! <bamstudio.it> di Torino, (capogruppo Fabio Vignolo) "elabora le intuizioni spaziali della prima fase con chiarezza e coerenza, introducendo un elemento dinamico nella sezione dell'edificio che mette in collegamento i vari livelli con una visione scenografica dello spazio".

I risultati del Concorso sono salutati con soddisfazione dall'Amministrazione comunale milanese, che con la ristrutturazione dell'area, di cui la sede della Collezione storica farà parte, intende favorire la creazione di un nuovo polo culturale vivo in un'area industriale dismessa: "Grazie a questo progetto", dichiara l’assessore alle Politiche del Lavoro, Ricerca, Università Moda e Design Cristina Tajani, "Milano avrà un luogo che permetterà a studenti, architetti e semplici appassionati di tutto il mondo di ammirare, conoscere e scoprire la grande tradizione del disegno industriale italiano grazie a una collezione di oggetti e prodotti unici che hanno segnato e influenzato lo stile unico del Made in Italy, capace di coniugare innovazione, ricerca e gusto”. “Un’opportunità importante", conclude l’assessore, "che ha permesso a un gruppo di architetti milanesi di confrontarsi con un progetto significativo per lo sviluppo della città dell’intera zona, proponendo non una semplice spazio ma una realtà polifunzionale aperta alle diverse associazioni presenti in zona favorendo così quella inclusività e partecipazione che sono alla base della crescita di Milano ”.

Il bando del concorso, elaborato dall'ADI insieme con l'Ordine degli Architetti della provincia di Milano, si è dimostrato uno strumento molto efficiente per l'attenzione alla qualità e per la trasparenza che garantisce: "L’Ordine degli Architetti di Milano", spiega la presidente Valeria Bottelli, "oltre a dare il suo patrocinio si è anche impegnato per la costruzione del bando: un’esperienza pilota, fortemente innovativa e voluta dall’Ordine e dalla presidente Bocchietto di ADI per realizzare un concorso veramente aperto a tutti nella prima fase, senza requisiti che restringessero il campo ai giovani. Questo lavoro è stato tra l’altro in parte propedeutico per l’Ordine al lavoro svolto con il Comune di Milano per l’innovativo bando in due fasi adottato dalla giunta milanese e sperimentato già in tre casi (Padiglione Infanzia, Centro Civico e Cavalcavia Bussa) e la relativa piattaforma telematica <www.concorrimi.it>. È il 'modello Milano' per la semplificazione, la trasparenza e la promozione del concorso, che ora l’Ordine intende promuovere in tutto il paese, non solo alle amministrazioni ma anche agli operatori privati. Grazie quindi ad ADI per avere fatto rete con noi e avere fortemente voluto il concorso come modo di garantire il miglior progetto, pur non essendo tenuta a farlo per legge. Speriamo che il suo esempio venga seguito anche da molti altri operatori privati!.”

"Il lavoro sviluppato nella seconda fase del concorso è stato davvero apprezzabile", conclude Luisa Bocchietto, presidente dell'ADI. "La decisione è stata difficile, perché tutti e tre i progetti rispondevano, in modo diverso e adeguato, alle richieste del bando. Il progetto che abbiamo scelto apre le migliori prospettive al nuovo centro della cultura del design che l'ADI intende realizzare nei prossimi anni. Infine è grande la soddisfazione per avere promosso un Concorso che ha inaugurato, nelle sue modalità, un processo virtuoso di coinvolgimento degli Ordini, Associazioni e Istituzioni. Questo approccio sottolinea il ruolo aggregativo dell’ADI, anche in funzione della creazione della Casa del design presso la nuova sede che il Comune ci ha affidato; una responsabilità collettiva che sentiamo e che richiede trasparenza dei processi, inclusività , visione e ricerca continua della qualità degli apporti. Grazie a tutti i partecipanti che hanno contribuito al successo dell’iniziativa!”.

Milano, 20 maggio 2014
 

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