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Alla scoperta di EXPO2015

Dal 21.03.2014 al 21.04.2014

Segnaliamo il numero di marzo della rivista del CNAPPC "L'Architetto", dedicato all'esposizione universale che si inaugurerà fra poco più di un anno

Segnaliamo il numero di Marzo della rivista del CNAPPC "L'Architetto", dedicato totalmente a EXPO2015.

Dall'editoriale:
Manca poco più di anno all’apertura dell’Expo a Milano. In questo numero un lungo e approfondito viaggio attraverso i vari aspetti della manifestazione. L’inquadramento urbano e la distribuzione degli spazi nel sito, le architetture di padiglioni ed edifici, le infrastrutture che permetteranno l’accesso e, certamente non ultimo tema, che ne sarà di oltre un milione di metri quadri quando si spegneranno i riflettori della rassegna mondiale.

Tra gli argomenti, segnaliamo l'articolo:
"La lunga marcia dell'architettura. Viaggio tra le tante facce del contenuto architettonico di Expo"
Concorsi pochi, delusione tanta, spiegazioni ampie. Viaggio tra le tante facce del contenuto architettonico di Expo. Molte ancora da scoprire


All'interno dell'articolo contributi del nostro Presidente Valeria Bottelli e del Vicepresidente Franco Raggi sui due concorsi a inviti per il Padiglione Italia e per l'Expo Gate; sull'iniziativa ExpoGate; sulle lettere che il nostro Ordine ha inviato a 378 Ambasciate e Consolati; sull'eredità che lascierà la manifestazione.
Riportiamo uno stralcio:
Due concorsi aperti più quest’ultimo a inviti sono comunque un bilancio piuttosto avaro per i professionisti. “Indubbiamente – commenta Valeria Bottelli, presidente dell’Ordine degli architetti di Milano – ma in primo luogo bisogna sottolineare, nella travagliata vicenda di Expo 2015 così come in tutti gli altri casi, che l’Ordine opera a tutela dei cittadini e non degli architetti: non difende quindi il concorso di architettura per un’azione corporativa finalizzata a dare lavoro ai progettisti, ma perché ritiene che sia la procedura corretta per garantire la scelta del miglior progetto a beneficio della collettività. E in capo a tutto questo c’è il problema della trasparenza delle procedure. Purtroppo però quella dei concorsi Expo è una partita ormai persa”.

Un’occasione sprecata, aggiunge il vicepresidente Franco Raggi: “Ma nonostante tutto siamo fortemente impegnati sui temi di Expo. C’è ancora molto da progettare (padiglioni esteri, allestimenti, piani sicurezza…) e in questo senso stiamo lavorando, perché i prossimi mesi saranno cruciali in tema di occasioni progettuali da cogliere”.
Un anno fa, a fronte degli scarsi concorsi banditi, Expo ha contattato l’Ordine (e per suo tramite il Cnappc) per inserire i progettisti all’interno del portale fornitori, in modo da favorire le relazioni con i paesi che devono realizzare i padiglioni, ma a tutt’oggi in quelle videate appaiono solo le imprese. Expo rassicura che saranno inseriti a breve, ma intanto l’Ordine di Milano ha promosso un’iniziativa autonoma, andata a termine a fine febbraio, veicolando con una comunicazione ad hoc la banca dati aggiornata dei propri iscritti a tutti i paesi aderenti alla manifestazione.

“L’altro fronte su cui ci stiamo impegnando fortemente – sottolinea ancora Bottelli –  è Expo in the city che, attraverso l’assessorato alla cultura, farà vivere la città indipendentemente dal sito di Rho-Pero. In questo quadro promuoveremo l’eccellenza architettonica milanese, il talento e la densità progettuale espressa da questo territorio attraverso gli itinerari di architettura, con visite ai cantieri e alle nuove realizzazioni e con eventi mirati, tra i quali una grande mostra fotografica sulla Milano che cambia, alla quale stiamo già lavorando”. E poi aggiunge: “Ci tengo che lo diciate: vogliamo che Expo sia un successo e cercheremo di fare la nostra parte”.

Molte preoccupazioni desta invece l’eredità che lascerà la manifestazione. “Stiamo vigilando con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione perché il dopo Expo non sia come l’Expo – afferma Franco Raggi – e le premesse sembrano non essere buone. Almeno a giudicare dalle fumosità emerse da alcune relazioni durante il convegno Dall’Expo al Post Expo, una sfida per la regione urbana milanese, che abbiamo organizzato in collaborazione con l’Inu il 29 gennaio scorso (rimandiamo al report sul sito dell’Ordine), così come dalla velocità con cui nei giorni seguenti sono state avanzate ipotesi molto differenti sul futuro dell’area. E conclude Raggi: “Lì si costruisce un pezzo di città futura.
Non è più una questione di emergenza. Non si può dire 'non c’è più tempo' e dovranno essere garantite tutte le procedure di pubblica trasparenza”.

Tutto il numero della rivista visibile qui.
 

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