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Expo 2015: “si bandiscano i concorsi”; no all’appalto integrato

Dal 31.05.2011 al 30.06.2012

Documento conclusivo della conferenza di Roma del 28 e 29 maggio 2011 - una testimonianza a favore dei concorsi di architettura per Expo 2015

Expo 2015

Gli Architetti alla Conferenza degli Ordini, “Si bandiscano i concorsi; no all’appalto integrato"

Roma, 31 maggio 2011. “L’ Expo 2015 deve trasformarsi – attraverso l’utilizzo di concorsi - in una occasione di valorizzazione e di crescita della cultura del progetto”: è quanto sottolinea la Conferenza degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in conclusione dei lavori che si sono tenuti a Roma il 28 e 29 Maggio 2011.  Per questo motivo gli architetti italiani sono fortemente critici riguardo alla scelta di Expo 2015 che “contrariamente agli iniziali programmi, intende adottare in modo esclusivo e generalizzato la procedura dell’appalto integrato per la realizzazione delle opere connesse all'evento espositivo. Tale scelta, se confermata, risulterebbe negare ogni disponibilità collaborativa da parte dell’operatore pubblico verso il percorso procedurale individuato a Milano, grazie alla sinergia tra le rappresentanze professionali e imprenditoriali”.

Sull’entrata in vigore, il prossimo 8 giugno, del regolamento attuativo del Codice dei contratti, la Conferenza ha ribadito come “gli architetti italiani siano consapevoli e pronti a garantire il loro costruttivo contributo relativamente alla necessità di sviluppare gli indispensabili approfondimenti tecnici per la redazione di bandi di gara orientati alla semplificazione e alla trasparenza dei processi amministrativi, anche in relazione agli obiettivi del Decreto Sviluppo”.

Sono anche consapevoli “delle criticità di un codice inefficace nella valorizzazione di quella qualità progettuale che dovrebbe essere obiettivo prioritario di ogni intervento pubblico. Il Codice, in particolare, individua modalità di selezione (fatturati, curricula ecc.) che non costituiscono di per sé garanzia del profilo qualitativo dei soggetti selezionati e determinano un’effettiva limitazione alle opportunità di accesso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro.”

La Conferenza degli Ordini ha, infine, ribadito come ogni nuovo disposto normativo in materia di appalti e opere pubbliche debba mirare concretamente all’interesse collettivo e favorire la crescita di professionalità attraverso criteri di selezione efficaci tra i quali  deve essere privilegiato lo strumento del concorso.


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