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XXIII Congresso Mondiale dell’Architettura: seconda giornata, martedì 1 luglio

Dal 10.07.2008 al 10.07.2009

All'insegna dell'Housing Sociale la seconda giornata, tra premi, presentazioni e dibattiti in piazza

Martedì 1 luglio
La seconda giornata di lavori, dedicata come abbiamo visto nella puntata precedente alla linea della ‘Democrazia’(presente), per quanto ci riguarda corrisponde alla premiazione del Concorso Ugo Rivolta, voluta ed organizzata dal nostro Ordine, dove è prevista la presenza dei progettisti vincitori presso il nostro padiglione.
Alla chetichella vado a vedere come procedono i lavori del 'Forum Africa', dove tra gli invitati c'è anche Tarek Naga, ospite di una bella Serata di Architettura dell'Ordine in primavera, ma ne esco perplesso di fronte alla proiezione di un documetario sull'Africa stile 'airone'...

Per quanto riguarda il Premio, altrove si raccontano più in dettaglio le motivazioni della giuria e il carattere dei singoli progetti menzionati. Preme invece sottolineare quanto segnalato dall’arch. Melograni, che ha presieduto la giuria del concorso e in questa occasione ha presentato i diversi progetti, in relazione alle profonde differenze di contesto ed estensione tra le proposte candidate.
In Italia infatti, pur essendo viva l’urgenza del problema, gli interventi sono piuttosto circoscritti, mancando una politica di orientamento di fondo oltre che risorse dedicate, concludendo il proprio intervento con l’auspicio che l’iniziativa si estenda anche nelle regioni centro meridionali.

Il presidente arch. Daniela Volpi, purtroppo afona, fa leggere il proprio intervento al consigliere arch. Valeria Bottelli, cui si rimanda al testo integrale. il richiamo è alle trasformazioni urbanistiche dei principali centri urbani, all’aumento delle emergenze sociali e ambientali e alle nuove sfide della globalizzazione, cui il mondo della politica, della cultura e dell’impresa deve corrispondere, nel riaffermarsi di una questione urbana (l’edilizia sociale) che deve acquistare centralità pari a quella della modernizzazione infrastrutturale del paese.

Presente Matilde Baffa, compagna di lavoro oltre che di vita di Ugo Rivolta, che ha ringraziato l’ordine per l’iniziativa e l’arch. Raffaele Sirica, Presidente del Consiglio Nazionale, che ne ha ricordato la figura in modo molto personale.
Dopo la premiazione una serie di video interviste a premiati e consiglieri, pubblicate a cura del Giornale dell’Architettura, dedicato all’evento.

Subito dopo la premiazione, presentazione del libro dedicato al Concorso presso la libreria dell’Oval.
Paolo Mazzoleni, che ha seguito i lavori della giuria, ne sottolinea il carattere di testo autonomo e non solo di catalogo accessorio dei progetti partecipanti.
Lo descrive come una sorta di strumento di lavoro nell’indagare il rapporto con la città, con la normativa vigente e le diverse culture dell’abitare sottese ai diversi progetti di estrazione internazionale. Non ultimi i ‘piccoli’ contributi contenuti a mo’ di introduzione del libro, la cui somma, insieme naturalmente ai progetti, ne fa una sorta di 'manuale di buona pratica'.

Il Consigliere Antonio Borghi ha quindi introdotto Anna Pozzo, di federcasa, che ha accennato al problema dell’evolversi della domanda sociale, tema come poi vedremo anche del suo intervento alla sessione dedicata specificatamente all’Housing sociale.
La sostenibilità, dice, è di carattere sociale, economico ed ambientale. Ovvero, oltre che ben inserita e connotata, l’architettura deve essere corrispondente alle nuove esigenze dell’abitare.

Infine Maurizio Favalli, direttore di Costruire, facendo le veci dell’editore del libro, sollecita continuità al dibattito così come avvenuto in questo anno presso l’Ordine di Milano in occasione delle serate di Architettura, poiché è necessario tornare al confronto ed alla sperimentazione.


Poco dopo quindi iniziava il seminario ‘promuovere la qualità del social housing nel mondo’.
Fulvio Bertamini, dela redazione di ‘Costruire’, introduce il tema con pochi tratti, netti: in italia da 10 anni, abolita la trattenuta GESCAL dedicata alla casa sociale, non si è di fatto prodotto più nulla a livello pubblico.
Contemporaneamente la domanda è mutata rapidamente, e non ultimo i flussi dei migranti pongono nuove esigenze legate a diverse culture dell’abitare che devono coesistere.

La signora Martinez, dell’Amministrazione della città di Madrid, spiega come nelle politiche per la casa Spagnole siano previsti a livello nazionale il 30% di edilizia sociale sulla produzione complessiva, che a Madrid diventa il 50%, lavorando programmaticamente molto anche sul recupero dell’esistente.

Di nuovo Anna Pozzo ha approfondito l’evoluzione della questione all’interno delle diverse situazioni nazionali.
L’evoluzione demografica, l’elevato numero di anziani, il generale impoverimento, come si misura in Europa, dove nella carta dei diritti è sancito il ‘diritto alla casa come servizio universale’.

Tra i modelli di intervento, grandi differenze tra i diversi paesi: pubblico in Italia, mix pubblico/privato in Francia, settore privato senza fini di lucro in Olanda, dove gli alloggi sociali sono oltre il 35% del patrimonio complessivo.

L’approfondimento delle politiche nazionali apre la questione di fondo: la domanda è di emergenza, ma il ceto medio ne è oramai ampiamente toccato, e quindi il principio di sussidiarietà dovrebbe prevalere, soprattutto in prospettiva.

Ole Bauman, direttore del NAI di Rotterdam, ricorda come l’americano Frank Kapler abbia riconosciuto quanto in Olanda non esistano fenomeni di ghettizzazione degenerativa.
3 gli elementi contraddistinguono la progettazione del social housing di oggi:
- l’attenzione non solo all’alloggio ma anche alle attrezzature, al loro design.
- la classe borghese è sempre più debole
- i migranti chi bisogna riconoscere oltre che corrisponderne i bisogni

Sviluppa quindi un ragionamento sulle città in rapido mutamento:
- Bombai, dove gli slum stanno diventando da problema a potenziale di mercato
- Mosca, che sta lavorando su un incentivo per la qualità
- Caracas, in cui si parte dal suolo, per regolare le dinamiche di quartiere
Qualità e lealtà, anche nella proprietà privata, sono parole d’ordine per superare la megalopoli di oggi.

Tra gli interventi aperti al pubblico, il prof. Franco Berlanda senza mezze misure identifica l’Italia come la peggio messa sia in termini fisici che politici: svendita del patrimonio, offerta inesistente –a Torino 12.000 domande a fronte di 1.000 nuovi alloggi-, perso lo strumento di controllo dell’uso del suolo, che avevamo, con la conseguente svendita del suolo pubblico per quadrare i bilanci locali.

Gli risponde la Pozzi riconoscendo, laconica, che il piano casa oggi coincide proprio con la svendita del patrimonio pubblico, delegando il mercato ai privati.

A risollevare le sorti l’intervento di un delegato Brasiliano che ha raccontato con entusiasmo il fermento legato al ministero della solidarietà del governo Lula.

Insomma siamo proprio messi male, se non fosse per il respiro dato alla giornata dalla qualità degli interventi che sono stati premiati in mattinata.

Ma la giornata non finisce qui.
In serata infatti in piazza S. Carlo la kermesse continua con il contributo del faccione televisivo di Alessandro Cecchi Paone che intervista Rykwert e Boeri, Rota, Zucchi –che tenerezza i ‘giovani’ milanesi…- e di casa i privilegiati Camerana e Maggiora, di cui vi è altrove una sintesi video.
Divertente ed assortito, ma che ffatica… .

Da Torino, il vostro inviato a Torino Francesco de Agostini

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