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Nuovo Codice degli Appalti: Concorrimi a garanzia del progetto

Il 10 luglio, in un tavolo di lavoro in sede, l’Ordine degli Architetti di Milano ha aperto il confronto e invitato rappresentanti della committenza pubblica e privata a riflettere sullo strumento del concorso. Tra i temi affrontati: equi compensi attraverso montepremi adeguati, concorsi in due fasi per mettere a confronto le soluzioni, dialogo costruttivo con le Soprintendenze, sperimentazione e sinergia con la filiera.

«Concorrimi non si ferma! L’incredibile stagione di concorsi appena vissuta non può interrompersi con il nuovo Codice Appalti, che non sembra dare risalto alla loro importanza. L’impegno dell’Ordine degli Architetti di Milano è trasformare la propria piattaforma concorsuale, attiva da quasi dieci anni, in un luogo di garanzia per il progetto, nel quale architetti ed enti lavorano insieme per realizzare opere di qualità». Così commentano Alessandro Alì e Stefano Rigoni, consiglieri dell’Ordine degli Architetti di Milano.


A pochi giorni dall’avvio del nuovo Codice, tra interrogativi e attesa di correttivi, l’Ordine fa il punto sul sistema dei concorsi partendo dall’esperienza maturata e dal bilancio dei suoi risultati: 76 i concorsi banditi, di cui 61 di progettazione in 39 comuni e 11 regioni. Un track record che permette all’Ordine degli Architetti di Milano di essere ancora una volta un interlocutore privilegiato per i decisori, su scala nazionale.

 

Ecco che facendo tesoro della sua esperienza, l’Ordine ha proposto un dialogo con gli enti territoriali e nazionali, e si fa promotore di un tavolo di lavoro che includa rappresentanti della committenza pubblica e privata per studiare soluzioni innovative a favore della cultura e della centralità del progetto.


«Mettendo in campo competenze ed esperienza, l’Ordine - dicono Alì e Rigoni - supporta enti pubblici e soggetti privati per definire una domanda chiara all’interno di regole condivise. Non si spengano quindi le luci sui concorsi. Si trovi una soluzione per dare valore alla professionalità con equi compensi attraverso montepremi adeguati all’impegno. Si organizzino concorsi in due fasi nel rispetto dell’impegno professionale e a garanzia della più ampia partecipazione. Altro tema caldo quello del rapporto a valle con le Soprintendenze, da gestire a monte con una co-progettazione del documento di indirizzo alla progettazione. Si affronti con coraggio e sperimentazione il rapporto con la filiera, gestendo la questione dell’appalto integrato connesso con i concorsi. Non si trascuri l’ipotesi di incentivare il dialogo competitivo, come l’Ordine di Milano ha fatto con alcune iniziative con Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino».

CONCORSI E CODICE DEI CONTRATTI. SETTE PUNTI SOTTO LA LENTE DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DI MILANO

Promozione e incentivazione

Il “nuovo Codice” fa un passo indietro rispetto all’utilizzo del concorso. Restiamo convinti che i concorsi di progettazione debbano essere promossi e ne vada incentivato ancora di più l’utilizzo: la migliore risposta alle mancanze normative sarà quella di organizzare nuovi concorsi relativi al settore dei lavori pubblici per realizzare piani e progetti di qualità.


Le fasi del concorso di progettazione e la loro durata.

Il nuovo Codice indica come procedura prevalente l’utilizzo di concorsi in un’unica fase. Grazie all’esperienza Concorrimi, l’Ordine di Milano suggerisce che i concorsi di progettazione siano in due fasi: una iniziale snella che raccolga quante più idee possibili, una seconda di approfondimento dalla quale scegliere il progetto vincitore che andrà realizzato. È un vantaggio per gli enti banditori e una garanzia di rispetto del lavoro per i professionisti. La durata di un concorso di progettazione deve restare, dalla pubblicazione del bando alla proclamazione del vincitore, di sei mesi. Questo rende competitiva la procedura concorsuale rispetto alle altre forme di assegnazione di incarico previste dal Codice.


La verifica dei requisiti

Il “nuovo Codice” alza l’asticella dei requisiti limitando a tre anni la possibilità di utilizzare progetti del proprio curriculum e non dà indicazioni precise su quando dimostrarli. Al fine di ampliare il più possibile la platea dei professionisti concorrenti e valorizzare l’utilizzo del concorso da parte degli enti banditori, l’Ordine ritiene che per il soddisfacimento dei requisiti tecnici, da dimostrare fra la prima e la seconda fase del concorso, debba valere per tutti i progetti svolti nell’arco dell’intera vita professionale. 

 

La giuria di concorso.

Il “nuovo Codice” conferma che la giuria debba essere resa nota dopo la consegna degli elaborati. Una giuria palese sarebbe invece elemento di riduzione dei casi di possibile conflitto di interessi, fra giurati e partecipanti, a vantaggio sia dei concorrenti che degli Enti banditori. Inoltre, la giuria palese sarebbe capace di caratterizzare culturalmente e qualitativamente tutta la procedura.


La documentazione di concorso e montepremi

Il “nuovo Codice” ribadisce che al termine del concorso deve essere acquisito dall’ente banditore un progetto di fattibilità.

L’Ordine degli Architetti di Milano ribadisce che il concorso debba chiudersi con la consegna di un numero di elaborati contenuto: richiedere ai concorrenti la produzione di elaborati non necessari alla valutazione del progetto rischia di disincentivare la partecipazione, contravvenendo agli stessi obiettivi degli Enti banditori. 

Anche alla luce dei nuovi livelli di complessità introdotti dal nuovo Codice nella definizione del “progetto di fattibilità”, è opportuno che solo il vincitore si faccia carico di produrre tutta la documentazione necessaria a consegnare il progetto di fattibilità. Inoltre, è importante che il montepremi del concorso sia effettivamente commisurato alle prestazioni richieste ai partecipanti e al tema, in particolare nei concorsi di progettazione il montepremi viene determinato facendo riferimento a quanto previsto per il progetto di fattibilità dal cosiddetto “decreto parametri” (oggi il D.M. 17 giugno 2016). Al vincitore spetterà un’aliquota pari al 60%-70% di tale importo, mentre il rimanente 40%-30% costituirà l’aliquota del montepremi da ripartire tra i migliori progetti ritenuti. 


I disciplinari di incarico nel concorso

Il “nuovo Codice” non fa specifici riferimenti. Dal concorso deve necessariamente scaturire l’incarico per il successivo sviluppo del progetto. Alla luce dei nuovi livelli di complessità introdotti dal nuovo Codice nella definizione del “progetto di fattibilità”, tra cui quello relativo alla documentazione necessaria per l’ottenimento delle diverse autorizzazioni degli enti competenti, il bando di concorso dovrà contenere, oltre allo schema di disciplinare di incarico per l’eventuale fase esecutiva, anche quello per il perfezionamento del progetto di fattibilità. Il disciplinare conterrà anche tutti gli elaborati chiesti per il perfezionamento con la relativa tempistica.


L’appalto integrato dopo al concorso

Il “nuovo Codice” facilita e promuove il ricorso all’appalto integrato. Gli Architetti milanesi sottolineano che il ricorso all’appalto integrato debba essere un caso speciale e inevitabile. Questo dovrà però essere esplicitato nel bando che conterrà anche una serie di articoli che regolano la possibilità di controllo della qualità del progetto da parte del vincitore del concorso, attraverso il suo coinvolgimento da parte dell’Ente banditore in appoggio e supporto all’attività del RUP.

#CONCORRIMI

Concorrimi è una piattaforma e un bando tipo attivata nel 2014.

L’Ordine di Milano ha promosso lo strumento concorsuale con convinzione ritenendo che il concorso di architettura: 

  • è aperto, trasparente e vantaggioso
  • restituisce centralità al progetto nei processi di trasformazione dei luoghi, garantendo qualità e meritocrazia, e ne declina nuovi linguaggi
  • dà linfa a quell’esigenza, messa in luce anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), di sostenere i giovani costituendo opportunità lavorativa e ascensore professionale
  • consente di affrontare molti temi di progetto, tra cui progettazione architettonica e infrastrutturale, opere pubbliche tra cui di edilizia scolastica, riqualificazione urbana, restauro, masterplan urbanistici


I dati di Concorrimi in sintesi

  • Numero concorsi: 76
  • Età media dei vincitori di concorso: 42 anni
  • Numero partecipanti coinvolti: 11100
  • Regioni coinvolte: 10
  • Comuni: 39
  • Enti banditori: 43 pubblici / 12 privati


http://www.concorrimi.it/

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