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Architettura e sostenibilità: tecnologie costruttive

tecniche

A cura di Alessandro Trivelli

La sostenibilità ambientale, obiettivo ormai di ogni intervento di elaborazione delle risorse, trova nella tecnologia costruttiva un valido collaboratore. L’itinerario è composto da edifici con diversi sistemi costruttivi: la cosa più interessante è che ogni esperienza porta in sé un grado di indeterminatezza dei risultati che genera un meccanismo di confronto e di miglioramento molto utile a tutti i partecipanti all’opera. La ricerca e l’applicazione tecnologica non sono una rinuncia alla qualità formale dell’architettura: forniscono piuttosto un contenuto importante del progetto, spesso poco visibile ma efficace all’ottenimento di risultati economici e nella relazione con l’utente finale.

Natura, tecnologia e sostenibilità

Questo secondo itinerario dedicato all’architettura sostenibile a Milano ha una declinazione più tecnologica. E’ passato un anno e alcuni interventi inseriti nell’itinerario del 2009, fra i cantieri in corso non  ancora terminati: questo ci fa capire come l’innovazione e la ricerca siano molto più veloci della loro applicazione in edilizia, almeno in Italia e sicuramente in questo periodo. In questo itinerario, si è scelto di inserire anche schede di piccoli interventi di interni, solo per ricordare come gli aspetti tecnologici di un edificio possono avere scale e diversi approcci ma essere applicati anche in interventi minori e di ristrutturazione di interni per condurre a risultati con obiettivi simili ma anche con una visibilità differente ma di uguale efficacia.

La sostenibilità è una ricerca che non si esaurisce solo nel compimento di un intervento complesso ma anche nell’applicazione di piccole esperienze che possono generare emulazione o condizioni di qualità e comfort ripetibili. Il titolo del presente saggio definisce meglio un contesto specifico mettendo in relazione tre aspetti: la Natura, intesa come ambiente di vita e qualità della vita vista come obiettivo (in equilibrio con la natura), la Tecnologia costruttiva intesa come “arte del fare” e quindi di qualità costruttiva vista come strumento operativo, la sostenibilità ambientale vista come strategia per l’ottenimento della qualità della vita e non fine a se stessa. L’itinerario è composto da edifici con diverse tecnologie costruttive, quella del legno e della prefabbricazione leggera è quella più diffusa. Sicuramente l’elenco sarebbe potuto essere molto più ampio ma si è voluto limitare a casi recenti e in qualche modo esemplificativi: la facciata a celle ad isolamento dinamico del Maciachini Center, il Centro di Integrazione intergenerazionale di Basiglio realizzato con un sistema di “mattoni in legno”, l’edificio type A con le soluzioni di innovazione della tecnologia tradizionale per la costruzione residenziale, l’originale interpretazione dello spazio di intermediazione termica di Milano Fiori, uno dei primi centri commerciali con copertura verde che ha rilanciato il tema dell’”isola di calore” dei grandi centri commerciali, un edificio per uffici classico realizzato in prefabbricazione e parzialmente in legno con certificazione energetica LEED, un recentissimo edificio per uffici che si relaziona con gli elementi materiali e immateriali della natura a Pioltello.

La declinazione tecnologica e l’analisi di questi progetti da questo punto di vista ci porta ad una considerazione importante: la tecnologia nasce con il progetto architettonico ed è lo stesso progettista che ne definisce il concept. Concept che viene approfondito, strutturato e rielaborato all’interno di un approccio olistico che vede le varie competenze specialistiche dare il loro contributo. La contemporaneità edilizia di queste opere racconta anche questo, che progetto edilizio e progetto architettonico nascono nello stesso momento in modo sinergico, che l’architetto ne definisce i limiti, la logica, gli obiettivi e conduce la progettazione non solo dal punto di vista architettonico, formale, ma in tutti i suoi aspetti diventa un regista di competenze e regolatore della complessità. La tecnologia costruttiva è sempre stata fonte di ispirazione per i progettisti che, spesso, senza metterla al centro del progetto l’hanno utilizzata come strumento operativo per la realizzabilità del concept spaziale del progetto, per rendere possibile un immagine, per creare un luogo di nuova interazione.

La sostenibilità ambientale, obiettivo ormai di ogni intervento di elaborazione delle risorse, trova nella tecnologia costruttiva e nell’innovazione un valido collaboratore, sia che venga adottata in forma attiva solo per scopi di eco-sostenibilità e risparmio energetico sia che venga utilizzata in forma passiva per ridurre l’impatto delle opere sull’ecosistema generale. Non solo, se estendiamo il concetto di tecnologia costruttiva anche all’informazione sulla tecnologia, ovvero l’aspetto immateriale della tecnologia, possiamo comprendere come l’analisi e lo studio del progetto in tutti i suoi aspetti hanno obiettivi raggiungibili solo attraverso l’uso di tecnologie di simulazione, di previsione e quindi di progetto che sono diventate ormai uno standard irrinunciabile. La tecnologia è prima un’idea, poi un progetto e di seguito una parte, attiva o passiva, dell’architettura. La Natura per tutti noi è un ambiente incontaminato fatto di materia ed energia. L’immagine mentale che abbiamo è la più varia, in genere non vede la presenza dell’uomo e della antropizzazione ambientale è “ciò che sta per nascere”, senza di noi. E’ di per sé un luogo dell’equilibrio. Portare la Natura o la “naturalità” delle cose nella nostra quotidianità significa riportare un equilibrio, o andare verso un equilibrio, che a volte si perde a discapito della qualità della vita specialmente nell’ambiente urbano.

L’ambiente urbano è fatto anche di contraddizioni e queste contraddizioni sono di per sè un’attrazione irrinunciabile, ma altrettanto irrinunciabile dovrebbe essere la ricerca di un equilibrio possibile. Questa lenta ma costante ricerca della positività dell’architettura è la strada verso un futuro più sostenibile. In questo percorso i committenti hanno ruolo fondamentale e in questi progetti l’hanno avuto: clienti ispirati, amministrazioni che hanno capito che la qualità architettonica e la sostenibilità possono essere una chance politica, aziende che della sostenibilità ne hanno fatto un’azione di marketing aziendale. La cosa più interessante è che ogni esperienza porta in sé un grado di indeterminatezza dei risultati, a volte sono superiori alle aspettative e altre volte inferiori, ma che comunque generano un meccanismo di confronto e di miglioramento molto utile a tutti i partecipanti all’opera.

La ricerca e l’applicazione tecnologica non è una rinuncia alla qualità formale dell’architettura, non è solo dotare di macchine ad alte prestazioni l’edificio, ma è un contenuto importante del progetto, spesso poco visibile ma efficace, per l’ottenimento di risultati economici ma soprattutto di maggiore qualità nella relazione con l’utente finale. Se dovessimo guardare solo la variabile tecnologica e i risultati in termini energetici o ambientali, la lista di opere recenti potrebbe essere lunga ma focalizzare l’attenzione su questi edifici visti come continuazione degli itinerari dell’anno scorso, ci consente di mantenere aperto il discorso sugli aspetti di innovazione e di capacità di generare altra architettura che i buoni progetti contengono. 

 

Alessandro Trivelli