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Muri verdi, Replay Store (demolito)

Anno:2008 - 2010

Località:Milano, Duomo

Indirizzo:corso Vittorio Emanuele 24

Destinazione d'uso:Edifici per il commercio

Progettista:studio 10

Tra le tecnologie finalizzate agli obiettivi di sostenibilità, e nella direzione della coniugazione tra verde e spazio antropizzato dell’ambiente, abbiamo voluto inserire alcune realizzazioni di muri vegetali, creati da Patrick Blanc, a Milano in diversi showroom noti della città. A parte il Flagship store Rolex aperto già dal 2008, gli altri due showroom sono stati inaugurati in occasione del Salone del Mobile ad aprile 2010. Si tratta di giardini verticali pensati come elementi eco-sostenibili, in grado di ottimizzare l’isolamento termico e migliorare le condizioni dell’aria interna filtrando gli agenti inquinanti e producendo ossigeno. I tre interventi selezionati mostrano le differenti possibilità di realizzazione del giardino verticale: in un ambiente interno (Flagship store Rolex), su una facciata/ vetrina (Replay showroom) e applicato su una struttura verticale doppia internoesterno (Trussardi cafè). Il brevetto “Vertical Garden” di Patrick Blanc prende le fila dal suo primo progetto di un muro all’interno di un cortile di un hotel a Parigi, prosegue con la realizzazione della facciata d’ingresso della “Fondation Cartier” fino alla sua più visitata opera realizzata al Musée du Quai Branly sempre a Parigi e ancora a Madrid il Museo d’Arte Contemporanea Caixa Forum. Il sistema utilizza una sorta di struttura a gabbia portante: composta da un frame in alluminio rivestito e fissato al muro e ricoperto da un feltro sintetico che fornisce quello strato in cui le radici delle piante possono svilupparsi. Un sistema di irrigazione appositamente creato mantiene il feltro permanentemente umido fornendo anche una soluzione di fertilizzante. Questo sistema ad irrigazione a goccia crea un ottimo micro clima per le piante mentre un impianto posto nella parte inferiore serve a raccogliere i naturali residui del giardino verticale.

 

Le piante del giardino verticale sono scelte con cura e con una certa “artisticità” considerando anche il fatto che le pareti si elevano da terra notevolmente e le condizioni micro-climatiche variano molto. L’ombra a livello del suolo è l’ideale per farvi crescere rare varietà di ortiche asiatiche; mentre sulla parte superiore molto più luminosa possono aggrapparsi tutte quelle varietà di piante resistenti ai venti umidi e freddi del clima temperato medio dell’Europa. Nel giardino verticale, l’80% delle piante sono sempreverdi, mentre il restante 20% sono stagionali in modo da poter creare, oltre al forte impatto che già offre il giardino verticale, nuove suggestive colorazioni ed effetti con il passare delle stagioni. I Vertical Garden non costituiscono un problema di peso per l’intera struttura portante, infatti possono pesare mediamente, comprese piante e telaio metallico, meno di 30 Kg per mq e quindi essere installati su qualsiasi parete senza limitazioni di dimensioni. Nel caso di realizzazioni in interni è sempre realizzato un impianto di illuminazione ad hoc per la produzione della fotosintesi delle piante che avviene naturalmente in esterno con la luce naturale. I muri vegetali sono dunque basati sulla conoscenza botanica delle piante e delle loro esigenze. Le piante diventano un elemento di dialogo con l’uomo, in comunicazione con la loro disposizione verticale non invadendo più lo spazio orizzontale, lasciato libero all’attività urbana e alla circolazione dei passanti. Nel caso del Flagship store Rolex il Muro vegetale è stato realizzato sulla parete di fondo del negozio: un ascensore panoramico di vetro attraversa il giardino verticale illuminato dall’alto da una luce radente donando una vera e propria esperienza emotiva e sensoriale.

 

Per lo showroom Replay è stato sviluppato un nuovo concept di negozio di grande impatto emotivo all’insegna dell’emozione e del rapporto con la natura. Per accedere al negozio si attraversa un giardino pensile percorrendo una passerella sospesa. Gli elementi che circondano il visitatore appena entrato, infatti, sono monumentali pareti di piante alte undici metri e una cascata d’acqua che ricordano una giungla. Il Cafè Trussardi è stato completamente rinnovato con un dehors permanente affacciato su piazzetta Ferrari. Il dehors nasce dalla collaborazione dello studio Carlo Ratti e Associati con Patrick Blanc ed è stato concepito come una teca in cristallo sormontata da un giardino verticale di 100 mq, un vero e proprio “Unexpected Garden” sospeso nel vuoto: qui l’impressione è che sia la natura a impossessarsi del costruito con la sorpresa ulteriore di ritrovare il verde non al suolo ma “in testa”. Questa tecnologia verde ci ricorda come non sia sempre necessario utilizzare elementi “tecnologicamente” avanzati per creare condizioni ambientali di qualità che abbiano anche una forte suggestione e interazione con gli utenti. La Natura, di per sé priva di tecnologia, diventa così strumento di un’intelligenza tecnologica e artistica.

 

Alessandro Trivelli