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MONICA MANFREDI

numero di matricola 8845
indirizzo V. P. della Francesca 23 MILANO MI
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Progetto di variante esecutiva della riqualificazione di Piazza San Vittore e aree limitrofe a Intra.

Anno 2007-2009

Committente Comune di Verbania

Tipologia prevalente Arredo urbano

Team di progetto nelle diverse fasi
- Concorso Nazionale di idee per la riqualificazione della Piazza San Vittore e dei percorsi del centro storico di Intra. (1° premio). 2006
Gruppo di Progettazione: Arch. Monica Manfredi - capogruppo, Arch. Carlo Masera, Arch. Vincenzo Strambio
Collaboratori: Deng Yi, Silvia Galli
Rappresentazione grafica: Arch. Ines Angelillo
Rendering: Arch. Silvia Di Vita e Arch. Filippo Facchinetto
Mobilità e traffico: Systematica Srl
Committente: Comune di Verbania
- Riqualificazione di Piazza San Vittore e aree limitrofe. Progetto preliminare, definitivo, esecutivo. 2007
Gruppo di Progettazione: Monica Manfredi, Carlo Masera, Vincenzo Strambio architetti.
Consulenti – Studio di ingegneria Guenzani
- Progetto di variante esecutiva. 2007-2009
Progettazione e Direzione artistica: Arch. Monica Manfredi
- Riapertura della porta laterale nord della Basilica di San Vittore. 2010
Progettazione e direzione artistica: Arch. Monica Manfredi

Luogo Piazza San Vittore, Via dei Ceretti, Via Tonazzi, Via XXV Aprile – Intra - Verbania

Descrizione L’ampliamento dell’area di progetto, l’intervenire di una serie di imprevisti, le ulteriori richieste da parte della Amministrazione, il confronto con le problematiche dell’esecuzione e, non ultimo, l’approfondimento dei temi di progetto, mi ha portata a realizzare una variante esecutiva che costituisce una definizione nuova dell’immagine originale del progetto e una sua diversa attribuzione di senso. Quelli che erano semplici bordi in pietra sono diventati campi di lastre di grandi dimensioni con precisi riferimenti all’intorno urbano. La rampa di accesso al portico ha cambiato forma e ha acquisito una scala di riferimento sulla dimensione dell’intera piazza. Si sono precisati allineamenti e geometrie che chiariscono la definizione di alcuni ambiti. Si è podotto un processo di astrazione per cui gli elementi tecnici (raccordi di quota, griglie di areazione, caditoie) hanno perso il loro carattere esplicito e corrente, per assumere un valore plastico nella modellazione del suolo. Sono stati disegnati i pali della luce, utilizzando corpi illuminanti in produzione, secondo principi di sobrietà tecnica per cercare di uscire dalla logica dell’oggetto di arredo urbano, pensando piuttosto all’illuminazione di una scena teatrale. E’ stata introdotta una fontanella dell’acqua potabile all’inizio della canalina di raccolta dell’acqua piovana dietro l’abside, in prossimità dell’ingresso dell’asilo, trasformando la canalina in una parte della fontana. Sono stati sostituiti i tigli esistenti, a lato di questa canalina, con ciliegi selvatici, la stessa essenza scelta per il filare centrale alla piazza, ottenendo una maggiore unitarietà visiva dello spazio. Sono state ridisegnate, ridimensionate e riposizionate le caditoie in pietra, i tornelli degli alberi e le griglie di areazione di alcuni interrati. Si è approfondito il disegno della fontana di Via dei Ceretti riprogettando le griglie di passaggio per le auto, la vasca di valle e tutti i dettagli esecutivi. Sono state introdotte le scritte incise sulle lastre in coerenza e continuità con il progetto della Via San Vittore. E’ stato realizzata la copertura dei gradini del campanile non in blocchi accostati ma in un unico blocco di granito scavato che cerca una relazione formale e figurativa con il blocco di conclusione della canalina di raccolta dell’acqua piovana a lato della basilica. Anche questo blocco, portante la scritta in rilievo dell’anno di fine lavori “2009”, è stato disegnato e posizionato ex novo. I quattro carpini e il faggio, previsti in Via Tonazzi, sono stati sostituiti con aceri rossi, quattro impalcati alti e uno, vicino alla vasca di monte della fontana lineare, impalcato basso. Tutte le latre e i conci sono stati ridisegnati e realizzati tramite dime a casellario. E’ stato infine progettato ex novo il primo tratto della Via XXV Aprile. Nello spazio vuoto la materia della pavimentazione, omogenea ma continuamente e diversamente articolata, forma così una superificie plastica dove sono incisi oppure emergono gli elementi “ordinari” dello spazio pubblico. La facciata orizzontale mostra uno spessore che si offre all’uso. Il pretesto è generalmente tecnico ma la proposta è interpretabile. (Foto PDP)

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