Expo Suisse 2002: il rapporto con il territorio
Periodo: 14 maggio - 20 0ttobre 2002
Area Espositiva: 42 ettari
Visitatori: 10 milioni
L’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano ha
organizzato una serie di incontri con urbanisti, architetti e politici
coinvolti a vario titolo nelle scelte urbane e territoriali di alcune
città che sono state sede di Expo negli anni passati, affrontando il
tema espositivo in modo differente e nelle quali la manifestazione ha
prodotto esiti diversi con diverse ricadute di qualità sul territorio,
specialmente a Expo conclusa.
In ogni serata sono state presentate
le immagini realizzate per l’occasione da cinque fotografi italiani di
architettura e paesaggio. Questa documentazione fotografica ha lo scopo
di mostrare la condizione odierna dei quartieri e delle infrastrutture
fieristiche, per rappresentare il livello di integrazione, funzionalità
e vitalità lasciato dalle Expo. Dopo Lisbona, Hannover e Siviglia la rassegna
affronta Suisse.
Expo Suisse 2002, il rapporto con il territorio
Una rassegna sorta tra infinite
difficoltà ma visitata da 10 milioni di persone in un paese di 7
milioni di abitanti. E’ questo il bilancio sorprendente di una
manifestazione nata con scarse risorse (gli sponsor privati che
avrebbero dovuto coprire il 65% dei costi dell’Expo a metà del
percorso hanno abbandonato il campo) ma fin dagli inizi chiaramente
impostata sui temi dell’economia di scala espositiva, sulla
sensibilità ambientale, sulla priorità nelle procedure di
smantellamento e di riuso dei materiali e degli elementi temporanei.
Situata nella regione dei tre laghi
nella parte nord ovest della Confederazione, Expo Suisse si frammenta
in quattro punti focali (Neuchâtel, Biel-Biennne, Morat e
Yverdon-les-Bains) a cui si aggiunge la quinta sede “mobile”
rappresentata dalla regione del Giura.
Le quattro sedi che coinvolgono
cittadine con una popolazione compresa tra i 5.000 ed i 50.000
abitanti rimandano ad una dimensione territoriale e paesaggistica
della manifestazione e ad un modo di percepire complessivamente la
Svizzera del nuovo millennio in cui il paesaggio acquista nuova
centralità rispetto alla città.
Il nuovo concetto espositivo dell’Expo
si articola attorno al termine artplage, un territorio tra
terra ed acqua, tra artificiale ed artefatto prossimo all’elemento
naturale dell’acqua mai pienamente vissuto dalla popolazione.
Alla serata hanno partecipato:
Michele Arnaboldi, architetto
Vittorio Magnago Lampugnani, docente di Storia del Disegno Urbano presso l'ETH di Zurigo
Modera:
Andrea Bosco, tg3 RAI
Fotografie:
Maurizio Montagna
A CURA DI MANOLO DE GIORGI, ANDREA KERBAKER, FRANCO RAGGI E DANIELA VOLPI
scarica .pdf